Alcuni elementi anatomici dell’equilibrio

L’equilibrio è la capacità di percepire la forza di gravità e adattare di conseguenza ad essa e alle altre forze esterne il nostro corpo.

Da questa definizione emerge che l’equilibrio è una continua ricerca, un continuo processo di cambiamento a cui è il nostro corpo è costantemente sottoposto.

Vediamo in cosa consiste questa continua ricerca e perché è possibile. 

Innanzitutto, la posizione di un corpo nello spazio dipende dal baricentro.

Il baricentro, o centro di gravità, è il punto di applicazione di tutte le forze “peso” su un corpo. La sua posizione cambia in relazione alla forma e alla posizione di tutte le parti che compongono un corpo.

In posizione eretta il baricentro è situato davanti al terzo superiore dell’osso sacro, circa tre dita sotto l’ombelico.

La verticale che passa per il baricentro è la linea di gravità

Il baricentro si proietta sul terreno nella base d’appoggio:

  • Se la proiezione del centro di gravità resta nella base di appoggio siamo in equilibrio. 
  • Quando esce dalla base di appoggio perdiamo stabilità e per mantenere l’equilibrio dobbiamo fare un lavoro muscolare o dobbiamo variare velocemente la base di appoggio.

Esistono diversi tipi di equilibrio che dipendono dalla posizione del nostro baricentro.

Stabile: il baricentro è sotto la base di appoggio. Se per esempio ci aggrappiamo ad una sbarra di ferro con le braccia, il nostro baricentro si troverà sotto la base che in questo caso è appunto la sbarra.

Instabile: il baricentro è sopra la base di appoggio, ad esempio quando siamo in piedi

Indifferente: il baricentro è allo stesso livello della base di appoggio e cioè quando siamo sdraiati a terra.

L’equilibrio inoltre può essere statico o dinamico.

Statico: quando un corpo non è soggetto a forze che ne modifichiamo la condizione di quiete

Dinamico: quando il corpo è soggetto ad un moto rettilineo uniforme

Quando siamo in piedi quindi siamo in equilibrio dinamico ed instabile.

Per il nostro equilibrio sono necessari oltre al baricentro:

  1. Il piede
  2. Gli occhi
  3. Le orecchie
  4. Il tronco encefalico

Il piede 

Una struttura perfetta e costruita appositamente per sopportare il peso del corpo grazie ai suoi 3 archi e che  per la sua meravigliosa funzionalità può essere equiparato alle volte gotiche. 

Il piede ha tre archi: 

  • mediale tra il 1° metatarso ed il calcagno
  • laterale tra il 5° metatarso ed il calcagno
  • traverso tra il 1° ed il 5°metatarso 

E tre punti di appoggio 

  • 1° metatarso
  • 5° metatarso 
  • calcagno

I muscoli che definiscono gli archi sono i flessori propri delle dita ed il flessore lungo dell’alluce. 

L’arco mediale o anche arco interno è la parte più coinvolta nell’equilibrio dinamico mentre il 1° metatarso è fondamentale per camminare.

L’occhio

La nostra percezione è per il 75% a carico degli occhi. 

La capacità di muoverci è dovuta alla possibilità di rappresentare perfettamente il mondo che ci circonda e alla percezione della nostra posizione nel mondo.

Il sistema oculare comprende:

  • i nervi oculo motori: nascono dalla parte più antica del cervello ovvero dal mesencefalo
  • il midollo spinale: consente il controllo motorio. 

Costituiscono la scatola nera che serve per l’equilibrio, la postura, lo sguardo, la percezione del corpo. 

Annullando il desiderio, la propensione verso un oggetto, contribuiamo a fermare il nostro corpo. Focalizzare l’attenzione su un punto ci consente di diminuire le distrazioni, le sollecitazioni che ci portano al movimento realizzando uno stato di equilibrio più o meno statico. 

L’orecchio

L’organo dell’equilibrio è formato dai tre canali semicircolari, disposti perpendicolarmente tra loro a cui si aggiungono le cavità dell’utricolo e del sacculo. Tutte queste cavità ossee sono rivestite da membrane tappezzate da cellule ciliate e contenenti endolinfa. I tre canali sono in comunicazione tra loro e ciascuno presenta un’estremità dilatata a formare un’ampolla, all’interno della quale si trovano cellule ciliate immerse nell’endolinfa e in una struttura gelatinosa detta cupola. Occorre inoltre ricordare gli otoliti, minuscoli granuli di calcare coperti di sostanza gelatinosa, contenuti nell’endolinfa.

A seconda del movimento del capo, l’apparato vestibolare risponde in modo diverso.

Dal labirinto partono informazioni verso il sistema nervoso sulle caratteristiche di accelerazione e velocità del capo nello spazio. 

La nostra postura è eretta e poggia su una base relativamente ristretta (i piedi) e il capo è una struttura pesante posta a un’estremità di un sistema di leve, le informazioni circa il suo spostamento nello spazio sono essenziali nel mantenimento dell’equilibrio.

Il tronco encefalico e il sistema dell’equilibrio

Piede, occhi e orecchie sono fondamentali ma nulla potrebbero senza il tronco encefalico. 

Le informazioni arrivano ai nuclei vestibolari, situati nel tronco encefalico, che rappresentano il vero organo dell’equilibrio. 

Ad essi infatti arrivano le informazioni di tutti i recettori sensoriali posturali (vestibolo, esterocettori cutanei, propriocettori e esterocettori visivi) e qui vengono elaborate, assieme alla sostanza reticolare e sotto il controllo del cervelletto, oltre che della corteccia cerebrale, consentendo così al sistema dell’equilibrio (sistema tonico posturale) di svolgere il suo compito, ossia di garantire il corretto assetto posturale sia statico che dinamico.

Lela

Leave a Reply

Please log in using one of these methods to post your comment:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out /  Change )

Google photo

You are commenting using your Google account. Log Out /  Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out /  Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out /  Change )

Connecting to %s

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.