Trataka – fissare lo sguardo

Trāṭak त्राटक è un termine sanscrito che significa “sguardo, fissare lo sguardo”. E’ una tecnica dello Haṭha yoga.
E’ una delle sei pratiche (atti) di purificazione che hanno come scopo quello di rimuovere le impurità del corpo. Questi sei atti sono chiamati ṣaṭkarma (
षटकर्म, termine che si può trovare anche scritto secondo il suo inglesismo “shatkarmas”) letteralmente significa “sei azioni”. Trāṭaka è anche una tecnica preparatoria alla pratica meditativa, anche secondo la tradizione tantrica. Secondo la Haṭhayoga Pradīpikā di Svātmārāma, discepolo di Gorakhnāth (datata circa nel XV sec), i sei atti sono:

      1. dhautī (pulizia o purificazione)
      2. bastiḥ (lavacro intestinale)
      3. netī (pulizia delle vie nasali)
      4. trāṭaka (fissazione dello sguardo)
      5. naulī (scuotimento dell’addome)
      6. kapālabhāti (purificazione del respiro).

Nella Haṭhayoga Pradīpikā viene prescritta la pratica dei sei ṣaṭkarma prima di eseguire il prāṇāyāma प्राणायाम per le persone che “hanno un eccesso di flemma o grasso corporeo”, mentre ne sono “dispensate” le persone che già possiedono un equilibrio degli “elementi” nel corpo.

“Esistono tre tipi di elementi (doṣa दोषः) del corpo, cioè: vāta, pitta e Śleṣman (o kapha) e due elementi che influenzano la mente (sattva), vale a dire: raja e tama. Dal disordine del primi tre il corpo si ammala e dal disordine dei secondi la mente viene colpita.”
da “A History on Indian Philosophy” di Surendranath Dasgupta M.A., Ph.D.

I ṣaṭkarma sono presenti anche in un altro dei testi fra i principali dello Haṭha Yoga, assieme alla Haṭhayoga Pradīpikā e alla Śiva Saṃhitā: la Gheraṇḍa Saṃhitā di Gheraṇḍa e del suo discepolo Chandakapali, datato tra il XVI e XVII secolo. Nella Gheraṇḍa Saṃhitā i ṣaṭkarma sono il primo di sette sādhanā (adempimenti) che formano il percorso ascetico dello yogin. Trāṭaka è al quarto posto nel testo. Entrambi i testi hanno delle differenze, sia nella formazione dell’elenco delle azioni di purificazione che nel descrivere le purificazioni stesse, ad esempio kapālabhāti viene descritta in modo diverso.

Trāṭaka consiste nel fissare a lungo un oggetto esterno con entrambi gli occhi, senza distrarsi con oggetti circostanti, senza battere le  ciglia, finché gli occhi cominceranno a lacrimare. Talvolta viene confuso con dṛṣṭi दृष्टि : la concentrazione dello sguardo in punti precisi. La differenza sostanziale è che trāṭaka è sia una pratica di pulizia che un esercizio di concentrazione: prevede lo sguardo fisso a lungo, tanto da provocare la lacrimazione. Mentre dṛṣṭi non prevede lacrimazione ed è una pratica da abbinare ad āsana, prāṇāyāma e meditazione per raggiungere stati concentrativi più elevati. Trāṭaka favorisce la concentrazione e aiuta nella ritrazione della mente dagli oggetti esterni, aumenta la memoria e porta la mente a uno stato di consapevolezza, attenzione e concentrazione superiore.

Nei testi in cui viene spiegato trāṭaka non vi sono indicazioni su di un oggetto specifico su cui concentrare lo sguardo. Viene precisato che dobbiamo fissare un singolo punto e che questo deve essere di piccole dimensioni. Tradizionalmente veniva utilizzata la fiamma di una candela oppure un punto nero sul muro bianco, talvolta un oggetto di culto, una divinità, uno yantra, il simbolo Om , oppure un piccolo oggetto, l’immagine del guru, un fiore, una montagna, un sole nascente o una luna, uno specchio o un qualsiasi punto. Tuttavia la candela è una delle tecniche più diffuse e forse più efficaci, inoltre viene detto che la candela aiuti a focalizzare meglio la mente e a a schiarirla, la sua fiamma farà luce sulle sue potenzialità.

Tra i benefici, secondo la Gheraṇḍa Saṃhitā, la pratica di trāṭaka previene le malattie degli occhi e predispone alla chiaroveggenza. Anche secondo la Haṭhayoga Pradīpikā questa tecnica è un toccasana per le malattie della vista e aggiunge che trāṭaka distrugge l’indolenza ed altri vizi mentali. Si dice che meditare in questo modo, stimoli il “terzo occhio” Ājñā chakra, associato all’intuizione e alla saggezza, nonché alle capacità psichiche e, grazie a questa stimolazione vengano promosse abilità psichiche, così questa pratica consente al passato, al presente e al futuro di essere percepiti con la stessa chiarezza.
La bibliografia scientifica in tal senso dimostra che gli effetti fisici comprovati sono di riduzione della frequenza cardiaca (Effect of trāṭaka on pulse rate of college level male students Champak Bhadra and Dr. Kallol Chatterjee – ISSN: 2456-4419) e migliora gli stati di ansia ad esempio nei bambini e negli adolescenti. La ricerca “Effect of Trataka on Anxiety among Adolescents Pushpa Lata Rajpoot, Pushpa Vaishnav” pubblicata sul “World Academy of Science, Engineering and Technology International Journal of Social, Education, Economics and Management Engineering Vol:8, No:12, 2014” ha dimostrato che trāṭaka ha un effetto significativo sull’ansia tra gli adolescenti riducendola significativamente, anche la mente più irrequieta si ferma.
Ulteriori vantaggi sono:

      1. rafforza i muscoli degli occhi
      2. purifica gli occhi
      3. cura e allevia i disturbi degli occhi come affaticamento, prime fasi della cataratta, problemi di vista, miopia, ecc
      4. allevia l’insonnia
      5. aiuta a curare la depressione
      6. migliora la concentrazione
      7. calma la mente, se fatto regolarmente e per durate lunghe
      8. promuove la stabilità emotiva
      9. aumenta la forza di volontà
      10. sviluppa intuizione
      11. dona controllo e stabilità anche nelle posture dello yoga
      12. fatica e il mal di testa vengono rimossi quando si pratica regolarmente.

La pratica regolare di trāṭaka dovrebbe essere fatta quindi per migliorare salute e benessere di corpo-mente.

Praticare trāṭaka ci è di aiuto, soprattuto in questo momento storico. Viviamo nell’era in cui gli stimoli visivi sono all’apice della loro espressività e la mente, costantemente catturata da da ciò che ci circonda, spende molte energie nell’esser costantemente stimolata, spesso senza momenti di recupero, si stanca molto più facilmente, impedendo la concentrazione per tempi prolungati. Queste difficoltà emergono in modo evidente soprattutto durante le pratiche concentrative o meditative. Per evitare queste distrazioni che, nel nostro caso potrebbero essere ostacoli alla meditazione, trāṭaka dovrebbe essere eseguito come pratica abituale. Questo esercizio ci aiuterà a domare la mente, a mantenere la concentrazione e a predisporla al controllo dei sensi nel corpo, spesso il primo elemento di distrazione. Praticare trāṭaka migliora la concentrazione che si estende nel mantenere rispettivamente corpo e mente lontano da abitudini e pensieri non necessari. Meditare è un ottimo modo per connettersi al corpo, liberando la mente dal disordine e dal superfluo.

Controindicazioni:
Questa pratica è sconsigliata a chi soffre di glaucoma e problematiche affini. E’ sconsigliata a chi ha subito interventi chirurgici correlati agli occhi e a chi soffre di epilessia. In alcuni casi, potrebbe essere anche sconsigliato a chi soffre di emicrania, si consiglia di consultare il proprio medico curante in tal senso. Potrebbe essere sconsigliata la pratica di trāṭaka a chi soffre di traumi importanti collegati al buio, alla fissazione dello sguardo, all’abbandono del controllo, alla mancanza di controllo sui sensi etc e, anche in questo caso, si consiglia di consultare il proprio professionista di fiducia.

E’ possibile praticare trāṭaka grazie a diversi metodi.
Pratichiamo trāṭaka anche nelle sessioni online su zoom, contattami se sei ti interessa
!

नमस्ते
Namaste

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