Respirazione esterna

Con il termine “respirazione” si fa riferimento a due distinti processi:

    • la respirazione cellulare o interna, ovvero una delle reazioni chimiche che avvengono all’interno della cellula e facente parte del metabolismo cellulare. Questo processo biochimico che avviene nei mitocondri e vede l’ossigeno (O2) reagire con lipidi, glucidi e aminoacidi. La reazione produce: anidride carbonica (CO2), acqua ed energia (immagazzinata sotto forma di ATP). La CO2 è il prodotto più abbondante.
    • la respirazione esterna, che consiste nello scambio di gas tra ambiente e cellule dell’organismo, necessario per fornire O2 alle cellule ed eliminare CO2 dall’organismo.  L’aria arriva nei polmoni, attraverso le vie aeree superiori: cavità nasali e bocca. E’ attraverso queste due vie che il nostro corpo entra ritmicamente in contatto con l’ambiente gassoso circostante.

Di seguito verrà presa in considerazione a titolo principale la respirazione esterna.
La respirazione è una delle più importanti funzioni vitali del corpo di un essere vivente. Consiste in una sequenza di atti inspiratori ed espiratori, principalmente a carattere involontario ma può anche essere volontario. Salvo fabbisogni specifici respirare dal naso è la via preferenziale poiché è un filtro migliore rispetto alla bocca. Esso riduce la quantità di sostanze irritanti che arrivano ai polmoni e, allo stesso tempo, riscalda e inumidisce l’aria che respiriamo. Quando c’è bisogno di grandi quantità d’aria, il naso non è il canale più efficace e quindi si può ricorrere alla respirazione per bocca. Essa diventa quella preferenziale quando si è sottoposti ad esempio ad intenso sforzo fisico. La respirazione è alla base della crescita e del cambiamento sia nel nostro corpo che nella nostra mente, senza non c’è nutrimento, senza nutrimento non c’è vita. La vita inizia con un inspiro e termina con l’espiro.

In termini più sottili, fin dai tempi antichi, si era già intuita la profonda connessione fra respiro, corpo e mente. Sia nel mondo occidentale che nel mondo orientale, il respiro è da sempre al centro di pratiche spirituali, canti, riti sciamanici, danze e quanto l’animo dell’essere umano possa aver sperimentato per toccare “più alti piani spirituali”. Nella tradizione indiana, il respiro viene utilizzato da sempre in pratiche meditative per lo sviluppo della consapevolezza. Nella parola sanscrita prāṇa è espresso il concetto di soffio vitale. Il prāṇa veniva indirizzato per influenzare la mente, per accedere a “stati mentali alterati”, dove si riteneva risiedesse l’intuizione divina.

Nell’antica Grecia il termine anima era ἄνεμος (anemos) ovvero vento, da cui è derivato il latino animus (spirito). 

E’ interessante vedere come essi furono “costretti” ad associare al concetto di anima, un elemento naturale che rappresenta l’ineffabilità per antonomasia, come a sottolineare il parallelismo per il quale la presenza dell’anima può esser esperienziale ma non è direttamente ed interamente “catturabile” da fuori.

नमस्ते
Namaste

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