10 gennaio: eclissi della “Luna piena del lupo”

Nella storia dell’umanità la Luna ha sempre avuto un ruolo rilevante: oggetto di osservazioni, leggende e studi su basi più o meno scientifiche.  La sua “influenza gravitazionale” che esercita un’attrazione sul nostro pianeta assieme al Sole, provocando quelle “deformazioni” della Terra e quelle variazioni nel livello dei mari chiamate maree. L’influenza sul “ritmo circadiano” (ritmo caratterizzato da un periodo di circa 24 ore) del ciclo sonno-veglia. La sua spontanea funzione di orologio e calendario: i nostri antenati infatti utilizzavano la Luna ed il sorgere delle stelle per misurare il tempo, alla stessa stregua del Sole.

Allora, riconoscere i tempi della natura anche grazie alla luna, era di fondamentale importanza per navigare, cacciare e seminare.

Oggi, nonostante ne siamo certamente più distanti, conoscerne i ritmi e le influenze può essere altrettanto importante: siamo ancora esseri viventi immersi nella natura e di essa siamo partecipi.

A prescindere dalle sensibilità e dalle credenze di ciascuno di noi, lo spirito di quanto segue è quello di prendere almeno spunto dalla natura stessa, per riscoprire una parte più ancestrale di noi, rievocando la saggezza dei nostri avi, allo scopo di stimolare, ad un qualsiasi livello, lo spunto alla riflessione.

Domani 10 gennaio ci sarà la prima luna piena di questo nuovo anno ed assieme ad essa, si verificherà anche un’eclissi parziale. Sarà la prima di questo 2020 nel quale se ne verificheranno sei: quattro lunari e due solari. Durante i giorni di Luna piena, essa appare ad occhio nudo piena per diversi giorni ma gli astronomi la considerano tale solo quando è posizionata 180 gradi in opposizione al Sole. Osservando la Luna in queste notti, potremmo rilevare un cambio progressivo di colore: da bianca splendente si coprirà con un’area scura. Quest’effetto avviene quando il nostro satellite entra nel cono d’ombra proiettato dalla Terra, che si frappone appunto fra Luna e Sole. Una volta entrata completamente nel cono d’ombra del nostro pianeta, la Luna sarà visibile con un alone rossastro, dovuto al riflesso della luce solare nella nostra atmosfera. Sebbene la Luna piena si presenti nello stesso istante in tutto il mondo, l’orologio indicherà orari diversi in base al fuso orario in cui ci troveremo. L’eclissi stavolta sarà parziale perché la Luna non sarà interamente nel cono d’ombra. Nella fase di “massima” verrà ricoperto “solo” il 92% di essa. In Italia l’evento inizierà alle 19.06 ed avrà il suo picco massimo alle 21.11, terminando poi alle 23.15.

A prescindere dall’individuale sensibilità, si dice che le eclissi lunari siano molto potenti e che portino ad esternare le emotività individuali. Potremmo pertanto osservare e sperimentare le nostre emozioni con l’occhio curioso dell’osservatore in queste giornate. Si dice che questa eclissi preparerà il terreno per i mesi a venire: ci guiderà ad esprimerci, ad aprirci, ad entrare in contatto con le nostre emozioni e a lavorare per sentirci a casa dentro noi stessi, aiutandoci inoltre a liberarci e a lasciar andare ciò che ci intralcia così che possiamo liberamente fare un passo avanti nel nostro viaggio.

La prima Luna piena di gennaio è spesso chiamata “Luna del lupo” ed è il primo plenilunio dopo il solstizio invernale. Siamo nel pieno dell’inverno, le notti sono lunghe, fredde e, in tempi oramai remoti, quando tutto riposava sotto al silenzio ovattato di un mantello di neve, era frequente sentire l’ululato dei lupi che si avvicinavano ai villaggi in cerca di cibo. Tradizionalmente, vista la scarsezza di risorse in questo periodo dell’anno, si pensava che ululassero a causa della fame ma non ci sono prove ed oggi più di allora, sappiamo che i lupi tendono a ululare più spesso nei mesi invernali e generalmente lo fanno per definire il loro territorio, individuare i membri del branco e radunarsi per la caccia. Una delle ipotesi più accreditate è che, comunicando tra loro su grandi distanze innevate, si organizzassero per una caccia, agevolati dal bagliore della Luna piena. Il primo plenilunio deve il suo nome anche allo spirito di solidarietà tipico dei lupi che vivono in branchi e che, come noi, restano con la loro famiglia per tutta la vita, dipendendone non solo per l’affetto, conoscenza e sostegno ma anche per sopravvivenza. Senza il branco, molti lupi muoiono.

Sull’onda di questo spunto, si dice che questo sia un buon momento per trascorrere un po’ di tempo con i componenti della famiglia, anche nel senso esteso del termine riferendosi ai nostri “punti di riferimento“. Ricordando che ciò che siamo, lo dobbiamo anche a ciò che ci hanno trasmesso. E’ un buon momento per dimostrare il nostro affetto e la nostra riconoscenza, offrire il nostro aiuto e supporto, rinnovare i nostri legami, armonizzare i rapporti. Apriamo il nostro cuore agli altri e prendiamoci cura del nostro prossimo.

La natura in questo momento dell’anno continua a prepararsi per le grandi gelate: gli alberi si sono spogliati delle loro vesti per non sprecare energie, gli animali si nascondono al caldo delle tane cercando tepore nella vicinanza reciproca o nella pausa di un sonno sospeso in attesa dell’arrivo della primavera.
Per non sprecare, per proteggersi, diventando uno.
Nella separazione c’è il gelo del distacco.
Nell’unione il tepore della sopravvivenza.
Tutto è acquietato, tutto è silenzio: raccoglimento.
Come prima di un grande balzo, ci si rannicchia per raccogliere le energie dalle pieghe del nostro corpo e poi lo slancio, l’esplosione di energia.
La natura vive di cicli, la vita è un ciclo.
Tutto è cerchio.
Egualmente fondamentale, egualmente da esplorare.

Il plenilunio di gennaio è dei “nuovi inizi”, nella tradizione contadina esisteva la credenza che per le dodici notti successive al solstizio d’inverno, ci fossero dodici donne che volavano sopra i campi seminati per propiziarne il raccolto. Si dice che all’epoca dell’antica Roma queste potessero essere la dea Diana e le sue ninfe. I contadini le pregavano anche affinché nevicasse, cosicché la neve fungesse da isolante e proteggesse i semi del futuro raccolto. Un antico detto contadino recitava: “sotto la neve pane, sotto la pioggia fame”. In questo periodo dell’anno era altrettanto diffusa l’usanza di seppellire rami di salice per invocare la neve e “scacciare” gli spiriti maligni che potevano rovinare il raccolto. In realtà in questa usanza si nascondeva la verità che il salice ha reali proprietà antinfiammatorie ed analgesiche: è in grado di scacciare febbre, dolori, reumatismi e alleviare diverse malattie grazie alla salicina contenuta nella corteccia del salice e che, una volta ingerita e in seguito a metabolismo intestinale ed epatico, veniva convertita in acido salicilico. Oggi l’utilizzo di questo rimedio è stato abbandonato a causa della sua azione irritante nei confronti della mucosa gastrica, perciò si preferisce utilizzare il suo derivato: l’acido acetilsalicilico.

L’inverno è un momento dell’anno difficile per l’uomo, mette a dura prova l’organismo e la mente, volgere lo sguardo alla natura ci aiuta a vivere questo momento nel migliore dei modi. La natura ci invita a raccoglierci nel profondo, a conservare le energie, a sognare. Il processo creativo del sogno è la scintilla che origina idee e azioni. Come un seme che riposa protetto dalla neve e nutrito dalla terra, che potrebbe diventare prima fiore, poi frutto. Se accadrà o meno, dipenderà solo dalle nostre azioni e dalle nostre scelte.
Un anno si è chiuso, con tutto ciò che c’è stato, con tutto ciò che ha preso e restituito.
Davanti un nuovo anno tutto da esplorare.
Tutto è ancora da scrivere, momento dopo momento.

Ciò che sogniamo oggi, determinerà le nostre azioni di domani. Le nostre intenzioni coloreranno le nostre azioni.

La Luna del Lupo ci parla di energia che scorre pigramente, al riparo, conservando senza spreco, prendendoci cura in sinergia con il nostro “branco”, supportare chi si trova in difficoltà, per fare pulizia, per eliminare il superfluo, per sognare, per progettare e in attesa, preparare il terreno per poi far crescere i nostri semi e domani raccogliere i loro frutti. Senza fretta, ce lo dirà la natura quando sarà giunto il tempo.

Aiutati dalla naturale diminuzione delle ore di luce in questo periodo dell’anno, scendiamo nel profondo, come in una tana, potremmo trovare qualcosa che lì avevamo sepolto, lontano dalla superficie, questa è la stagione giusta per “scendere” e riscoprire ciò che c’è nel profondo. Spesso siamo portati a pensare che nelle profondità si celino soltanto mostri… ma non dimentichiamo che solo nel cuore della terra, si trovano i diamanti!

La discesa ci costringe a lasciare andare ogni orpello, ciò che lega, ciò che c’impedisce il movimento. Ciò che trattiene è inutile zavorra… e come gli alberi, anche noi possiamo far cadere le nostre foglie, per rinnovare il ciclo e restituire ciò che la terra ci ha prestato e ci restituirà trasformato in una spirale senza fine, dove vita e morte sono così vicine da scambiarsi in una danza senza tempo e confondersi.
Questo è un buon momento per le scelte, cosa tenere perché importante e cosa lasciare perché non serve. Magari non sarà ciò che speravamo ma se osserviamo con attenzione, magari è ciò che che ci serve, perché discernere ci renderà più forti. Stabili. Lasciar andare, per progredire.

“I lupi sani e le donne sane hanno in comune talune caratteristiche psichiche: sensibilità acuta, spirito giocoso, e grande devozione. Lupi e donne sono affini per natura, sono curiosi di sapere e possiedono grande forza e resistenza. Sono profondamente intuitivi e si occupano intensamente dei loro piccoli, del compagno, del gruppo. Sono esperti nell’arte di adattarsi a circostanze sempre mutevoli; sono fieramente gagliardi e molto coraggiosi. Eppure le due specie sono state entrambe perseguitate”

CLARISSA PINKOLA ESTÉS

Altri nomi per questa luna:
Luna di Gennaio, Luna della neve, Luna fredda, Luna che gira il Vento, Luna del Branco, Luna dell’Uomo, Luna del Grande Inverno, Vecchia Luna, Luna calma, Luna fredda, Luna casta, Luna brillante, Luna cotta, Luna allegra, Luna della Lontra.

 

Uno spunto in più…

Si dice che nelle 24 ore antecedenti la Luna piena o nuova, sia ottimale praticare un “digiuno”. Nel caso della Luna piena è consigliato un digiuno “parziale” fatto di cibo leggero, genuino e possibilmente non contaminato. In queste ore prima del culmine dell’evento, si dice che il nostro corpo sia più portato ad accumulare tossine e grassi che tenderebbero poi ad essere trattenuti più che in altri momenti. Dovremmo consumare un solo pasto principale a mezzogiorno circa; una minestra di verdura o un passato, oppure verdure cotte, possibilmente biologiche e condite con poco olio a crudo. In caso di molta fame, potremmo aggiungere riso biologico sempre cotto con metodo semplice a vapore o bollito e di nuovo, poco olio a crudo. Durante il resto della giornata sarà importante bere molto: acqua, tisane e succhi di frutta (naturali e senza conservanti e senza zuccheri aggiunti) oppure mangiare frutta fresca di stagione. L’acqua calda, anche sotto forma di tisana è preferibile, essa ha un alto potere depurativo e favorisce lo smaltimento delle sostanze inutili che abbiamo depositato nel corpo.

Il digiuno è una pratica importante e seria, da affrontare con grande cautela, specialmente se sono già presenti problematiche di salute è consigliabile valutarne prima con il proprio medico i possibili effetti sul proprio organismo.

नमस्ते 
Namaste

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